Nel campionato di serie C Gold triveneta della stagione 2019-2020, dov’è approdato l’estate scorsa, è senza dubbio tra i “pezzi pregiati”.
Michele Benfatto, centro padovano classe ’85, nonostante le tante offerte di mercato ricevute da serie superiori (compresa la A2) ha deciso di tornare a giocare nella sua provincia: approdando, appunto, alla neopromossa Bam Abano Montegrotto.
A 34 anni, una scelta precisa di vita (ha iniziato a lavorare nel laboratorio di falegnameria artigianale del padre); da parte di chi, però, anche all’apice della sua brillante carriera aveva sempre dichiarato: «Prima della categoria ho sempre messo davanti il progetto».
Carriera, peraltro, contraddistinta da un forte legame con le varie maglie indossate.
Scrivi del “Benfa” è non puoi dimenticare il suo “gemello”: Davide Andreaus.
I due, separati da un anno di nascita, sono cresciuti insieme nelle giovanili del Petrarca (sotto l’ala protettrice della “bandiera” bianconera Giorgio Tonzig…) e praticamente insieme iniziarono a giocare da protagonisti nell’Acqua&Sapone Petrarca Patavium di serie B d’Eccellenza stagione 2004-2005.
Dopo aver già messo però entrambi il naso in prima squadra, in qualche occasione, nelle stagioni precedenti: quando lo stesso Benfatto – nel frattempo diplomatosi all’Istituto d’arte cittadino Pietro Selvatico – aveva già disputato, giovanissimo e con alle spalle varie convocazioni nelle nazionali giovanili (compagno di stanza di un certo Belinelli…), un’annata da protagonista in B2 a Piove di Sacco; ed insieme (con loro, tra gli altri, anche Daniele Demartini che in seguito hanno ritrovato a Cento) avevano raggiunto le Finali nazionali Juniores del 2003 a Rimini.
Da Padova, sua città natale il 15 maggio 1985, “Benfa” ha spiccato il grande salto nel basket dei professionisti: la prima esperienza a Treviglio stagione 2005-2006 in B1, categoria che ha contraddistinto gran parte della sua carriera.
La seguente, invece, a Riva del Garda (dove ha ritrovato Andreaus); poi due anni a Forlì, uno in serie B ottenendo subito la promozione in A Dilettanti, ed altrettanti a Trieste nella categoria raggiunta sul campo, producendo statistiche decisamente interessanti (nei due anni a Trieste, viaggiò a circa 10 punti e 8 rimbalzi nei 20′ di utilizzo medio) oltre a contraddistinguersi tra i migliori stoppatori della categoria.
Dalla stagione 2011-12, invece, l’approdo alla Mobyt Ferrara in DnB. Un vero snodo cruciale della sua carriera: nella provincia estense comunque vicina a Padova, infatti, Michele si è stabilito, anche per ragioni di cuore (la sua ragazza Alberta Cosmo, con la quale nell’agosto 2018 ha avuto Leonardo, studiava lì) e riuscendo a frequentare un corso di inglese, per ben otto annate: quattro a Ferrara ed altrettante a Cento.
Vivendo gli anni centrali della sua carriera, appunto, e lasciando in entrambe le situazioni un ottimo ricordo sia nelle società, di cui è divenuto “bandiera”, che nei tifosi.
A Ferrara, dove inserito al centro del progetto tecnico ha collezionato oltre cento gare (è stato anzi il primo giocatore assoluto a celebrare le 100 partite con quella maglia) e segnato quasi 1500 punti, contribuendo a due promozioni fino ai play off di A2 (in A2 Silver, ha giocato di nuovo con Andreaus), a 28 anni ha vissuto la sua migliore stagione agonistica: chiudendo a 15,56 punti e 8,29 rimbalzi di media e risultando il 4° giocatore assoluto per valutazione (19,5).
A quel tempo, perfetta la definizione che ne diede il suo coach Adriano Furlani: «Giocatore interno, ma non si tratta certo di un ‘cinque’ di posizione; anzi, è dinamico, ha verticalità, e può essere pericoloso anche fronte a canestro».
In seguito, per lui l’approdo alla Baltur Cento dove ha vissuto le ultime quattro stagioni: divenendone capitano, ritrovando in un paio come compagno di squadra Andreaus, ed ottenendo alla terza stagione l’ennesima promozione della sua carriera dalla B alla A2, quando – pur infortunato nella parte conclusiva – è risultato il miglior tiratore da due della categoria (un sontuoso 69,9%).
«La Benedetto XIV saluta il suo capitano – si legge nel comunicato, non certo banale, della società – che termina il suo rapporto professionale con Cento. La società lo ringrazia per queste 4 stagioni all’ombra del Guercino, sempre vissute con il massimo impegno e dedizione, anche passando attraverso difficili infortuni (al legamento crociato del ginocchio ed alla mano, ndr), e dimostrando grande amore per i colori biancorossi».Nell’estate scorsa, come ricordato, l’approdo al Bam in C Gold: «Spero negli anni – la sua prima dichiarazione – di raggiungere insieme risultati importanti e portare Abano il più in alto possibile».
Proprio grazie alle sue prestazioni (16,41 punti, 4° nella classifica di specialità, e 7,06 rimbalzi di media) gli aponensi, neopromossi ed anzi alla loro prima esperienza nella categoria, sono attualmente terzi in classifica; per la prima volta, inoltre, Michele Benfatto nel derby euganeo disputato il 30 ottobre scorso nel girone di andata (in quello di ritorno, invece, era assente a causa di un colpo rimediato alla spalla) ha affrontato per la terza volta da avversario – dopo le due precedenti, agli inizi della carriera quando era a Treviglio e poi ancora a Trieste – ma la prima in un confronto anche diretto il suo “gemello diverso” Davide Andreaus, attuale capitano dell’Unione Basket Padova erede almeno in parte di quel Petrarca in cui entrambi hanno mosso i loro primi passi.
Ed è quasi un cerchio che si chiude:
«Per me “Dave” è come un fratello, siamo abituati ad andare anche in vacanza assieme. Giocarci contro fa strano, ma quando entriamo in campo pensiamo soltanto a vincere. Di nuovo insieme? Mi piacerebbe. Entrambi siamo giunti in un momento della nostra carriera in cui stiamo pensando anche al dopo, ma mai dire mai».