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Speciale STORIES. “Gio” de Nicolao: la storia di una crescita costante…

Varese? Mi aspetto di crescere e di migliorare molto. So di avere molto da imparare e di avere tutto da dimostrare, però so anche che in A1 ci posso stare e posso anche fare bene. La mia idea è quella di fare sempre un passo avanti, ogni giorno, ogni settimana e salire sempre di più. Di Varese, del suo palazzo e dei suoi tifosi ricorderò sempre una partita che venni a vedere quando ci giocava Andrea. Rimasi veramente colpito dal tifo e dalla passione della gente, qualcosa che mi ha segnato”.

Estate 2020. Giovanni De Nicolao è atteso al suo salto in alto: dopo i tre anni al college a UTSA e la stagione passata ad Agrigento in A2, è arrivato il momento della verità, forse quello della consacrazione, l’approdo in una squadra di A1 ed in una piazza “piuttosto” storica ed importantina quale Varese. Giò non sta nella pelle.

Fast forward… Febbraio 2022. Il terzo dei tre fratelli De Nicolao, classe 1996, sta dimostrando quello che vale. Il primo anno sotto le mitiche volte di Masnago è andato bene ma non benissimo… Il salto mortale dalla A2 dove giocava e sostanzialmente faceva il bello ed il cattivo tempo – anche se lui è sempre stato e sempre sarà un giocatore di squadra, “team first”, come si dice e questo se da un lato è un pregio di valore incalcolabile dall’altro certe volte può rivelarsi un limite – non è stato di quelli sognati ed agognati. L’annata non è stata facile. Difficile lo potesse essere quando non si ha mai continuità di gioco, quando il più delle volte il tempo delle partite lo si passa a guardare gli altri giocare o entrando in campo scampoli e frammenti di partita. Però la passione, la voglia, quello che brucia dentro e ti spinge ogni giorno in allenamento a dare il massimo e ad essere sempre positivo in campo e fuori, no, quelle sono doti e qualità innate che non sono mai cambiate e rappresentano la forza di questo ragazzo per cui giocare a basket, allenarsi da sempre sono sinonimo di gioia e di divertimento. Ed alla lunga, per fortuna, qualcuno che ti apprezza e te lo dimostra concretamente c’è. 

La seconda stagione in maglia Varese per Giovanni è iniziata in modo del tutto diverso. Coach Adriano Vertemati lo ha apprezzato e gli ha dato più spazio. Meglio, però non ancora abbastanza. Ma comunque un’altra vita. Poi, per quelle logiche inevitabili ma sempre e comunque malate che imperano nel mondo dello sport professionistico e non, un giorno di qualche settimana fa, Varese decide di esonerare Vertemati e consegna le chiavi della squadra ad un Carneade, al primo tecnico olandese nella storia della pallacanestro italiana: Johan (come l’immenso ed inimitabile Cruijff, inevitabile associazione di idee) Roijakkers. Che vergine ed immacolato di fronte ad una nuova realtà, scevro da pregiudizi ed incrostazioni mentali ed ambientali, fa quello che tanti – non tutti – gli allenatori dovrebbero fare: non guarda in faccia a nessuno e mette in campo quelli che gli danno più garanzie a livello di lavoro, impegno ed energia. De Nicolao ovviamente è in testa al gruppo, gli inseguitori sono distanziati… I minuti sono lievitati, le responsabilità anche, il rendimento ha seguito. Nelle quattro partite su cinque di gestione “orange” i minuti di DeNik3 hanno fatto registrare: 28, 29, 36, 37, 37. E sono arrivate quattro vittorie – unica sconfitta contro la Virtus Bologna, mica chiacchiere – di cui tre di fila. Le statistiche, come sempre ingannevoli, ingannatrici e perfide, ci parlano di un rendimento completo fatto di punti, rimbalzi, assist, recuperi, difesa, gioco di squadra, playmaking e tutto quello che serve e che il tecnico che viene dai Paesi Bassi apprezza e chiede. Le percentuali di tiro vanno migliorate (0-6, 0-11 nelle prime due gare), anche ai liberi si può fare meglio, ma questo 2022 rappresenta per Giovanni De Nicolao un nuovo inizio. Anzi, l’inizio della nuova carriera di un ragazzo d’oro, di un giocatore forte che sta acquistando sempre maggiore consapevolezza nei suoi mezzi. La testa l’ha sempre avuta, quella c’è sempre stata, ora ad essa ha aggiunto la fiducia che gli altri – anzi, l’olandese – gli ha dato un gradino più in su.

Giovanni non sarà mai come suo fratello Andrea, metronomo e uomo chiave di Venezia da ormai cinque anni, perché Giò è diverso, è un altro DeNik. L’impronta è quella dei ragazzi d’oro innamorati della palla a spicchi, il legame fra di loro (anche con il secondogenito Francesco,ora leader  a Padova in B) è e resterà sempre imperituro, ma le carriere, le strade, i percorsi della vita e del destino hanno varie biforcazioni e a ciascuno tocca la sua. Giovanni la sua l’ha imboccata e la sta percorrendo con profitto, con orgoglio e dignità, senza compromessi, coraggioso per le scelte fatte (non è stato subito agevole mettersi alla prova in tre stagioni a UTSA), formative e non banali, mai scontate e sempre interessanti e in grado di metterti alla prova. Per salire quel famoso gradino. Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Per dimostrare di poter appartenere a quel mondo che hai sempre sognato, per continuare a darsi obiettivi (il suo è giocare in Eurolega) e magari – perché no? – scherzando, prendere in giro Andrea: perché DeNik sta rimontando e sta arrivando e il trono del piccolo grande playmaker della Reyer in casa De Nicolao potrebbe non essere più così saldo.